
Mirandolina Dark al Teatro Goldoni: un classico che denuncia la violenza e apre il sipario all’accessibilità
Domenica 15 febbraio, nel pomeriggio, il Teatro Goldoni di Venezia ha ospitato una delle produzioni più significative inserite nel programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, il grande progetto artistico che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con un calendario diffuso di eventi culturali.
Tra gli ospiti della rappresentazione anche Roberto Lachin, fondatore di Motto Podcast, atleta della Nazionale paralimpica italiana di judo e ambasciatore di Anemos Italia nel mondo insieme a Elena Travaini. Roberto ha assistito alla messa in scena di una rilettura intensa e contemporanea de “La locandiera” di Carlo Goldoni, trasformata in una Mirandolina dei nostri tempi: più oscura, più tesa, profondamente attuale.
Dal testo di Goldoni a una Mirandolina contemporanea
Il testo originale, scritto da Goldoni nel 1753, racconta la storia di Mirandolina, locandiera brillante e indipendente che mette alla prova l’orgoglio dei suoi corteggiatori, rivelandone fragilità e contraddizioni. Già nel Settecento, Goldoni aveva creato un personaggio femminile moderno, capace di affermare la propria autonomia in un contesto dominato dagli uomini.
La regista irlandese Caitríona McLaughlin ha scelto di spingere questa modernità oltre, trasformando la commedia in un’indagine sulle dinamiche di potere, sulla manipolazione emotiva e sulla violenza di genere. La leggerezza del testo originale lascia spazio a una tensione costante, in cui le relazioni diventano terreno di scontro e di controllo. La figura di Mirandolina non è più solo simbolo di astuzia e seduzione, ma donna immersa in un sistema che può generare sopraffazione e pericolo.
Una coproduzione europea
La produzione nasce dalla collaborazione internazionale tra il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, l’Abbey Theatre di Dublino e il Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume (HNK Rijeka), inserendosi pienamente nello spirito europeo dell’Olimpiade Culturale. Un dialogo tra Paesi e linguaggi che culminerà con la tappa conclusiva a Dublino, dove lo spettacolo sarà rappresentato in italiano con sovratitoli in inglese, mantenendo intatta la forza della lingua originale goldoniana e rendendola accessibile al pubblico internazionale.
Nel ruolo di Mirandolina, Gaja Masciale offre un’interpretazione intensa e stratificata, capace di restituire le sfumature di una protagonista che oscilla tra determinazione e vulnerabilità. Accanto a lei, Riccardo Gamba, che interpreta Rip, contribuisce a costruire un equilibrio scenico carico di tensione emotiva.
Accessibilità: dal palcoscenico all’audiodescrizione
Per Roberto Lachin, l’esperienza è stata ulteriormente arricchita dall’attenzione concreta all’accessibilità. Prima della rappresentazione, insieme ad altre persone non vedenti, ha potuto partecipare a un’esplorazione del palcoscenico guidata proprio da Riccardo Gamba. Toccare le scenografie, comprendere le distanze, ascoltare spiegazioni sulle scelte registiche e tecniche ha trasformato la fruizione dello spettacolo in un’esperienza immersiva e consapevole.
Determinante anche l’incontro con Riccardo Levorato, ideatore di Lyri, sistema innovativo che attraverso un’app gratuita fornisce libretti digitali, sottotitoli in tempo reale e audiodescrizioni sincronizzate. Per le persone non vedenti è sufficiente avviare l’app prima dell’inizio dello spettacolo e selezionare l’opera: tramite auricolari si riceve un’audiodescrizione perfettamente integrata con ciò che accade in scena. Per le persone sorde, i dialoghi possono essere letti in tempo reale sullo smartphone o visualizzati attraverso smart glasses che sovrappongono i sottotitoli sulle lenti.
Un teatro che unisce arte, responsabilità e inclusione
Il Teatro Goldoni ha dimostrato come la tradizione possa dialogare con il presente senza perdere identità, coniugando qualità artistica, impegno civile e apertura concreta all’accessibilità. Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, attraverso questa coproduzione internazionale, conferma una visione culturale solida e lungimirante: investire in progetti europei di alto profilo, affrontare temi sociali urgenti come la violenza di genere, valorizzare i classici rendendoli strumenti di riflessione contemporanea e garantire a tutti la possibilità di vivere il teatro pienamente.





