I peluches conquistano il Giappone!

I peluche conquistano il Giappone

I peluche conquistano il Giappone: quando i viaggi diventano coccolosi

I peluche che conquistano Tokyo (e non solo)

Se pensavate che i peluche fossero solo un ricordo d’infanzia, il Giappone è pronto a farvi cambiare idea. Qui, i peluche non solo si collezionano: si accompagnano ovunque. Si portano al ristorante, al karaoke, nei ryokan e… anche in hotel dotati di mini-letti solo per loro.

Ma da dove nasce questa passione tutta giapponese? Partiamo da uno dei peluche più storici e longevi: Monchhichi. Nato nel 1974 dalla casa Sekiguchi, Monchhichi è una scimmietta con pollicione sempre pronto alla suzione e tutina colorata. Inizialmente pensato per educare i bambini a non succhiarsi il dito, è diventato presto un’icona pop, amatissimo anche all’estero. Ancora oggi ha un suo shop ufficiale ad Harajuku.

Negli anni, la “peluche-mania” ha generato veri e propri idoli:

  • Rilakkuma, l’orso pigro con la cerniera sulla schiena
  • Korilakkuma, la sua versione baby
  • Chiikawa, creatura piccola e apparentemente dolce… ma che combatte mostri
  • Mameshiba, fagioli con la faccia e aforismi inquietanti
  • Shappie, pinguino portatore sano di good vibes arcobaleno

Articolo di riferimento sui peluche giapponesi e Monchhichi:
Monchhichi, la scimmietta giapponese che ha conquistato il mondo

Un letto per l’orsetto: la trovata dell’hotel di Osaka

Succede solo in Giappone. A Osaka, nella sede “Dome Mae” della catena Toyoko Inn, è nato un servizio davvero unico: per soli 300 yen (circa 1,80 euro), il tuo peluche potrà dormire in un letto in miniatura, completo di cuscino, lenzuola e… una vestaglia su misura. Hai letto bene: una gown vera e propria, con taglie diverse a seconda della stazza del tuo compagno peluche.

Il pacchetto si chiama in giapponese “ぬいと一緒にお泊まり会プラン” – letteralmente “Piano per dormire insieme al tuo peluche” – ed è nato da un’idea interna del team, pensata per la generazione Z, sempre più affezionata alla compagnia silenziosa degli “oshi”.

E non è tutto: se pubblichi una foto del tuo peluche nel suo letto su X, TikTok o Instagram con l’hashtag dedicato, potresti ricevere un piccolo regalo alla reception. Un modo originale per coccolare l’ospite… e il suo pupazzo.

Vista la popolarità dell’iniziativa, Toyoko Inn sta valutando di estendere il servizio ad altre sedi in Giappone.

Articolo del giornale The Times sul servizio dell’hotel:
Il Toyoko Inn di Osaka offre mini letti e vestaglie per peluche
Articolo di J-Cast News con intervista al responsabile:
Il dietro le quinte del piano “nui-katsu” all’hotel Toyoko Inn
Pagina ufficiale dell’iniziativa sul sito Toyoko Inn:
Soggiorna con il tuo peluche: il piano speciale a Osaka

Nui-katsu e oshi-katsu: viaggiare con il cuore di pezza

Quella dei lettini per peluche non è solo una trovata virale: è parte di una tendenza culturale più ampia. In Giappone, si parla di nui‑katsu (ぬい活) e oshi‑katsu (推し活).

  • Nui‑katsu viene da nuigurumi (peluche) e katsudō (attività), quindi: “attività con i peluche”.
  • Oshi‑katsu è invece “supportare il proprio idolo preferito”, che sia un cantante, un personaggio anime, o… un pupazzo.

In pratica? Le persone portano con sé i propri peluche preferiti ovunque vadano: al cinema, al parco, in vacanza. Non è solo per gioco: molti lo fanno per sentirsi meno soli, o per avere un “compagno emotivo” che li accompagni nei momenti importanti.

Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, alcuni esperti giapponesi – come lo psicologo Masaru Sato – confermano che viaggiare con un peluche può offrire “un senso di continuità, calma e identità”, soprattutto per chi affronta viaggi in solitaria o periodi di stress.

E non mancano i personaggi famosi: tra i più noti, la cantante Aimer ha dichiarato in un’intervista di portare sempre con sé un piccolo orsetto regalato dai fan, che appare spesso nei suoi tour. Ma anche influencer e creator giapponesi condividono regolarmente foto dei loro peluche mentre prendono il sole su una sdraio o mangiano una ciotola di ramen.

Articolo del South China Morning Post sulla psicologia dietro il nui-katsu:
Perché i giapponesi viaggiano con i peluche? Parla l’esperto

E tu, chi porteresti con te?

Il Giappone ci regala ancora una volta uno spunto per riflettere e sorridere. Forse c’è qualcosa di teneramente umano nel desiderio di avere con sé un compagno morbido, muto ma presente. Un conforto quotidiano che ci fa tornare bambini o che, semplicemente, ci fa sentire più… noi stessi.

E ora lo chiediamo anche a te, lettore di Motto Podcast:

Se potessi partire domani con un peluche, chi porteresti con te?

  • Il tuo orsacchiotto d’infanzia?
  • Un personaggio kawaii come Rilakkuma?
  • Un pupazzo fatto da te?
  • Un idolo anime in versione plush?

Raccontacelo nei commenti o scrivici su mottopodcast.org. E chissà… magari anche tu finirai per chiedere un lettino al tuo prossimo hotel!

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Pubblicato da mottopodcast

Sono laureato in Lingue e Civiltà Orientali presso l’università Ca’Foscari di Venezia con specializzazione in Letteratura Giapponese. Sono un blind judoka e come atleta sono 2 volte vice campione italiano Fispic e vincitore del premio Natale dello Sportivo a Venezia nel 2018. Mi occupo di divulgare l’inclusività sportiva. Mi sono lanciato nel mondo del podcasting per raccontare storie incredibili e stimolare tutti a realizzare i propri sogni!

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