Akiyama san e il gelato dell’Imperatore

Foto di Akiyama Tokuzo

Forsenon tutti gli amanti della cultura giapponese conoscono la storia del Sig. Tokuzo Akiyama.

Nato nel 1888 (periodo Meiji) a Echizen, Fukui, a soli 25 anni divenne il cuoco della cucina imperiale giapponese e, servì sia l’Imperatore Taisho sia l’Imperatore Showa.

Lavorava fin da giovanissimo nella ditta di trasporti del padre. Un giorno, portando delle merci allo chef dell’esercito, fu introdotto da quest’ultimo alla cucina occidentale. Gli piacque molto e, in breve tempo, decise di partire per l’Europa e studiare l’arte culinaria.

Studiò prima in Germania ma, fu in Francia che ebbe le più grandi esperienze, nonostante alcuni episodi di discriminazione. Lavorò nelle cucine dell’Hotel Majestic, del Ritz e al Cafè de Parì. Ottenne diversi riconoscimenti e l’ambasciata giapponese di Parigi lo segnalò alla Corte imperiale che lo scelse come chef.

La sua storia è molto nota in Giappone. Su di lui è stato scritto il romanzo Tennō no Ryōriban (il cuoco dell’Imperatore) di Hisahide Sugimori. Dal romanzo sono stati tratti anche dei serial televisivi.

Menù in francese della cena al palazzo imperiale dei 4 aviatori italiani. Compare il Fujiyama icecream

In quel periodo storico, il francese era la lingua internazionale e anche la cucina francese era riconosciuta tra le migliori. Nella puntata del primo volo Roma Tokyo del 1920 disponibile Qui, abbiamo visto come i quattro aviatori italiani furono ospiti per cena al palazzo dell’Imperatore a Tokyo. E’ stato ritrovato il menù in lingua francese di quella storica serata. Con ogni probabilità fu preparato dal Sig. Akiyama.

Oltre agli squisiti piatti francesi, fu servita una specialità che piaceva molto all’Imperatore Taisho: il Fujiyama icecream.

Il Fujiyama ice

Su un piatto bianco cè il Fujiyama ice ha la forma del monte Fuji con la base verde maccia e la parte alta bianco neve

Il gelato Fujiyama venne inventato da Akiyama san per trasmettere il Giappone attraverso la cucina. Ancora oggi all’Hotel New Otani è conservato un modellino del Fujiyama ice e si dice che venga servito da più di 50 anni in matrimoni e altre celebrazioni importanti.

Fondamentalmente è un gelato alla vaniglia e al Maccha. Ecco di seguito la ricetta in italiano tradotta per noi da Yukikina san un’amica del Motto Podcast che ci ha anche fatto conoscere la storia del Sig. Akiyama.

Ingredienti per 1 litro di gelato:

2 cucchiai di acqua

400 ml di panna fresca

10 g di foglie di gelatina

2 cucchiai di latte in polvere

2 cucchiai di zucchero semolato

15 g di Maccha

2 tuorla d’uovo

Serve inoltre una forma del Monte Fuji per gelati.

Procedura:

1.Mettete in una ciotola

Tuorla, acqua e zucchero.

Mettete a bagno maria e montate bene. Aggiungete la gelatina.

2. Mettete in un’altra ciotola latte concentrato, latte in polvere e 2 cucchiai di zucchero semolato. Montate quasi del tutto.

3.Mescolare bene con la frusta e versare solo un mestolo del risultato nella forma del Mt.Fuji.

4. Sciogliere il Maccha in una ciotolina con 3 cucchiai di acqua tiepida e mescolare la vaniglia rimanente con il maccha. Versate nella forma e mettete nel freezer.

per rendere la ricetta piu’ buona mescolate velocemente altrimenti diventera’ granuloso.

Credits & Links:

Si ringrazia Yukikina san per la traduzione della ricetta e per le informazioni su Akiyama san. La pagina Facebook di Yukikina san è molto interessante e parla di cucina italiana

Si ringrazia Mayumi san per la concessione alla foto del Fujiyama ice. La ricetta giapponese e la foto sono visitabili Qui . Visita il sito dell’autrice Qui

La foto del Sig. Akiyama in licenza CC è presa da questo articolo di Wikipedia

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Pubblicato da mottopodcast

Sono laureato in Lingue e Civiltà Orientali presso l’università Ca’Foscari di Venezia con specializzazione in Letteratura Giapponese. Sono un blind judoka e come atleta sono 2 volte vice campione italiano Fispic e vincitore del premio Natale dello Sportivo a Venezia nel 2018. Mi occupo di divulgare l’inclusività sportiva. Mi sono lanciato nel mondo del podcasting per raccontare storie incredibili e stimolare tutti a realizzare i propri sogni!

8 pensieri riguardo “Akiyama san e il gelato dell’Imperatore

    1. Ciao, a dire il vero ne ho letti tantissimi di romanzi giapponesi! La mia specializzazione di laurea è proprio in letteratura giapponese!
      Spero che piaccia anche a te. Se ti va, raccontaci quali sono i tuoi romanzi preferiti.
      Mi farà piacere scambiare qualche opinione!

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      1. Ciò che hai scritto è in parte vero. Se guardiamo i romanzi di Murakami Haruki e di Banana Yoshimoto, sono definiti come postmoderni. Sono in effetti nuovi metodi narrativi nati nel dopoguerra. Di fatto, Murakami è stato spesso criticato da Kenzaburo Ooe, uno degli scrittori più ampollosi e simili a quello stile italiano europeo di cui hai parlato nel tuo post.
        Però, bisogna erebbe parlare anche delle tematiche del realismo magico che permeano le pagine di questi scrittori giapponesi a cui ti riferisci. A scapito di una narrazione continua e a volte veloce, si incappa in un finale non finale. Molto viene lasciato aperto alla fantasia del lettore.
        Pensa ad esempio a 1Q84 di Murakami. Lo scrittore è stato quasi costretto a scrivere il terzo libro perchè i lettori non erano affatto contenti del finale ultra aperto del secondo volume!
        In ogni caso, ce ne sarebbero di cose da dire sul tema. Diciamo che approvo all’80%!
        Fammi sapere se vuoi, qual’p stato un romanzo giapponese che ti ha colpito. Per me è senz’altro 1Q84

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      2. Della Yoshimoto mi ha colpito soprattutto Honeymoon, che considero il suo capolavoro. Per Murakami faccio più fatica a citare un solo titolo, perché ne ha scritti davvero tanti molto belli. Forse direi Dance dance dance. Comunque l’ho perso di vista da tanti anni, quindi non sapevo che ci fosse un volume terzo di 1Q84: come si intitola?

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      3. Non ricordo bene ma, credo semplicemente Libro terzo! Se ti interessa, tra gli ultimi e degni di nota c’è L’assassinio del Commendatore. Invece quest’anno è uscita una raccolta di racconti brevi, il titolo è guardacaso “Prima persona singolare”. In questi racconti in realtà parla della sua vita da giovane e fa anche riferimento al jazz bar che teneva a Tokyo o al periodo universitario. Credo che ti piacerà!

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      4. Lo credo anch’io, perché Murakami raramente mi ha deluso. Se mi sono allontanato da lui negli ultimi anni è solo perché non ho apprezzato per nulla quest’idea dei romanzi “a puntate”, con i vari volumi che escono anche a un anno di distanza l’uno dall’altro: il lettore nel frattempo si è scordato tutto, e gli tocca ricominciare a leggere tutto da capo. Io non avevo voglia di fare tutto questo, e quindi l’ho mollato.
        Ho dedicato un post ad un altro straordinario scrittore (non giapponese): https://wwayne.wordpress.com/2020/10/03/amore-a-scoppio-ritardato/. Hai mai letto un suo libro?

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