Motto on Tour 2026: Singapore, Giappone e Corea del Sud tra danza al buio e diplomazia culturale

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Un viaggio all’insegna dell’inclusione

Selfie all'aeroporto di Milano Malpensa prima dell'imbarco: Graziano Zaniboni, Roberto Lachin ed Elena Travaini, sorridenti in tuta bianca con il tricolore sulla manica, stretti l'uno all'altra. In basso il cane guida Roger Rabbit, un labrador nero con imbracatura verde. Alle loro spalle la pista.

Si è conclusa con un bilancio trionfale l’ambasciata itinerante di Elena Travaini e Roberto Lachin. Tra masterclass di danza al buio, incontri istituzionali, il prezioso supporto del cane guida Roger Rabbit e l’innovazione tecnologica, il progetto ha abbattuto ogni barriera sensoriale e culturale.

Dal 2 al 27 ottobre 2026 la straordinaria e ambiziosa avventura asiatica del progetto Motto on tour — ideato e condotto da Roberto Lachin insieme a Elena Travaini — ha toccato tre nazioni chiave dell’Asia orientale: Singapore, Giappone e Corea del Sud, portando avanti un messaggio potente fatto di inclusione sociale, diplomazia culturale e accessibilità universale.

Un viaggio intenso e ricco di emozioni che, tra traguardi e piccoli fuori programma (come qualche disavventura logistica tra treni persi e oggetti smarriti, brillantemente superata), ha lasciato un segno indimenticabile nei cuori dei partecipanti locali e internazionali.

I protagonisti, gli Ambassador e l’insuperabile supporto di Roger Rabbit

Di sera a Shibuya, Tokyo: Elena Travaini e Roberto Lachin ai lati della statua del cane Hachiko, posata su un basamento di pietra. Davanti a loro il cane guida Roger Rabbit, labrador nero, accanto al celebre cane di bronzo. Sullo sfondo palazzi illuminati e insegne.

A dare anima al progetto sono Elena Travaini, campionessa del mondo di danze caraibiche e insegnante, e Roberto Lachin, atleta della Judo Mestre 2001, già membro della Nazionale paralimpica di judo e due volte vicecampione italiano. Entrambi non vedenti, uniscono la forza della propria esperienza sportiva e umana per promuovere l’inclusione. Roberto ed Elena sono inoltre Ambassador nel mondo di ANEMOS Italia ODV.

Al loro fianco, in questa missione internazionale, la straordinaria presenza del cane guida Roger Rabbit, addestrato presso la rinomata Scuola Cani Guida Lions di Limbiate. Roger è stato molto più di un supporto alla mobilità: autentico ambasciatore d’amore e di empatia, ha agito come una vera e propria pet therapy vivente, conquistando i cuori dei bambini e facilitando l’interazione umana.

La sua presenza sul campo è stata inoltre fondamentale per testare concretamente il livello di accessibilità urbana e museale a livello globale, evidenziando non solo i grandi passi avanti fatti da alcune strutture, ma anche le sfide ancora aperte (come le restrizioni di accesso in determinati hotel o ristoranti per motivi religiosi o culturali) che offrono importanti spunti di riflessione per il futuro.

Singapore: tra istituzioni, emozioni e la comunità locale

La squadra di Motto on Tour al Wellness Village di Tampines, Singapore, prima della masterclass: Roberto Lachin, Elena Travaini, Graziano Zaniboni e Marco Buttini in tuta grigio chiaro, in piedi vicini, con il cane guida Roger Rabbit sdraiato ai loro piedi. Sullo sfondo un grande schermo e festoni colorati.

La prima tappa a Singapore ha regalato momenti di altissimo profilo istituzionale e comunitario. Al Wellness Village di Tampines, la prima masterclass di Danza al buio del tour è stata organizzata in stretta collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Singapore e la SBS Transit, registrando una straordinaria affluenza di pubblico. Sotto lo sguardo entusiasta e la partecipazione attiva dell’Ambasciatore d’Italia Dante Brandi e del Ministro di Stato Baey Yam Keng — che hanno entrambi ballato durante l’evento —, Elena Travaini ha dato vita a un’intensa sessione di Blindly Dancing, affiancata dal maestro Graziano Zaniboni — direttore della scuola Fusion Dance Group di Brescia e punto di riferimento artistico che l’ha accompagnata per tutta la durata delle masterclass a Tokyo e Singapore —, presentando insieme a lui diverse performance i cui passi e coreografie sono stati creati dalla coreografa Raffaella Rubagotti, in arte Raffy Angel Show.

Al loro fianco Marco Buttini, allievo del maestro Zaniboni, che ha assistito il gruppo durante tutti gli spostamenti e i workshop e ha dato il suo aiuto anche in Corea del Sud, dove Graziano non è potuto venire.

Un altro momento memorabile è stato la visita alla German European School Singapore (GESS), dove circa 80 studenti della quinta classe hanno sperimentato in prima persona Blindly Dancing. La visita è stata supportata dagli studenti italiani della scuola, che hanno contribuito attraverso il loro programma di Service Learning creando biglietti fatti a mano, materiale promozionale e un messaggio per la comunità italiana. Gli studenti della GESS hanno accolto i viaggiatori calorosamente, con biglietti di ringraziamento scritti col cuore e risate e sorrisi indimenticabili.

Giappone: tra l’Istituto Italiano di Cultura, le università e il profondo contatto umano

Foto di gruppo in una sala da ballo della Toyo University di Tokyo dopo la masterclass del 7 ottobre: Roberto Lachin ed Elena Travaini in tuta nera, accovacciati in prima fila con il cane guida Roger Rabbit, circondati da una ventina di studenti sorridenti.

Il tour in Giappone ha unito la grande cultura accademica a momenti di profonda empatia pedagogica. Presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo si è tenuta una masterclass di grande successo, focalizzata sul pubblico giapponese e sugli studenti della lingua italiana, sempre con la co-conduzione di Elena e Graziano Zaniboni su coreografie firmate da Raffaella Rubagotti (Raffy Angel) in suggestive performance di coppia.

Straordinaria la collaborazione con la Toyo University, in particolare grazie al supporto della professoressa Toko Uchida (esperta di diritti dell’infanzia). Accompagnati da Roberto Lachin — che ha curato la traduzione e guidato i momenti di scambio —, gli appuntamenti accademici hanno offerto l’opportunità di immergersi in una cultura diversa, confrontandosi con codici di comunicazione verbale e non verbale e con percezioni del contatto fisico completamente differenti.

Un momento di altissima intensità emotiva si è vissuto sabato 24 ottobre, sempre alla Toyo University, con la masterclass dedicata a bambini non vedenti e ipovedenti insieme alle loro famiglie. In questa occasione, le studentesse della professoressa Uchida hanno operato come supervisori, vivendo in prima persona l’esperienza della benda per comprendere a fondo le necessità educative speciali. Mentre Lachin manteneva il ritmo e i passi base per guidare i partecipanti, Elena Travaini ha seguito i bambini uno a uno con un contatto ravvicinato, in un contesto in cui la benda ha azzerato ogni diversità, eliminando imbarazzi o disagi.

Sempre in Giappone, grazie alla preziosa collaborazione della professoressa Toko Uchida della Toyo University, Roberto Lachin ha consegnato la sua tesi di laurea — consistente nella traduzione del primo romanzo di Haruki Murakami, edito in italiano con il titolo “Ascolta la canzone del vento” —, che è stata ufficialmente registrata e accolta negli archivi della Biblioteca Haruki Murakami presso l’Università Waseda di Tokyo.

Corea del Sud: arte, incontri e confronti profondi

Foto di gruppo in una sala con il pavimento di legno al Seoul Institute of the Arts, ad Ansan: Elena Travaini, Roberto Lachin e Marco Buttini in mezzo agli studenti, molti in posa e sorridenti, con il cane guida Roger Rabbit sdraiato in prima fila.

In Corea del Sud, le tappe hanno toccato punte di eccellenza artistica e culturale, a partire dall’intensa sessione curata insieme a Sara Ferri (I.W.K.) e quella ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura di Seoul con la vice direttrice Erika Sfascia.

Momento clou del soggiorno coreano è stato l’incontro con gli studenti del prestigioso Seoul Institute of the Arts — coordinato dal professor Andrea Paciotto —, arricchito dalle performance di improvvisazione coreutica insieme a Marco Buttini. Il confronto con i giovani artisti locali è andato ben oltre la lezione: studenti e formatori si sono ritrovati seduti per terra a condividere opinioni, visioni del mondo e domande sull’Italia, sprigionando un’energia stupenda e rigenerante.

L’eleganza dello stile: gli abiti firmati da Andrea Rizzo

Grande ammirazione e plauso hanno accompagnato gli abiti esclusivi firmati dal designer Andrea Rizzo, creati appositamente per le occasioni istituzionali e pubbliche di Elena Travaini:

  • A Singapore, l’abito dedicato ha brillato non solo nei contesti istituzionali, ma ha incantato anche all’interno del prestigioso Tanglin Club, dove Elena è stata invitata in seguito alla masterclass di danza al buio e dove è stata realizzata l’intervista a Giorgio Maria Rosica, delegato dell’Accademia Italiana della Cucina di Singapore.
  • In Giappone, la creazione sartoriale ha valorizzato una magnifica stampa dell’artista Satoshi Dobara, un’opera immediatamente riconosciuta e celebrata dai membri dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo che già conoscevano e stimavano il maestro.
  • In Corea del Sud, l’abito appositamente disegnato per gli eventi diplomatici di Seoul ha catturato l’attenzione e conquistato il favore della comunità locale.

Tecnologia e comunicazione sul campo

Per raccontare il viaggio da una prospettiva immersiva e all’avanguardia, la delegazione ha sfruttato strumenti digitali di ultima generazione: intelligenza artificiale, GoPro e smartphone hanno permesso di realizzare brevi video in stile kawaii capaci di catturare l’essenza e i momenti più salienti dell’esperienza.

Inoltre, il viaggio ha segnato il test sul campo dei braccialetti Tapster, utilizzati per la gestione sicura e rapida delle informazioni personali, dei contatti di emergenza, delle allerte sanitarie e dei profili social, oltre che per effettuare pagamenti in mobilità all’estero in modo semplice e immediato, evitando l’uso costante dei dispositivi elettronici.

Dal punto di vista giornalistico, Roberto Lachin ha raccolto interviste esclusive e reportage di grande spessore, tra cui quelle realizzate a Sara della I.W.K. in Corea del Sud, a Erika Sfascia dell’Istituto Italiano di Cultura di Seoul, a Luca Marini dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, a Giorgio Maria Rosica (delegato dell’Accademia Italiana della Cucina di Singapore) al Tanglin Club, a David Marchiori (titolare di un bacaro veneziano a Singapore), a Stefano Dal Moro (vicepresidente di Cardinal, holding giapponese che segue 25 ristoranti italiani di lusso) e a Biagio Aprea (titolare dell’osteria Anna a Seoul e vincitore della trasmissione Little Big Italy in Corea del Sud).

Inoltre, collegati ai podcast, sono stati realizzati mini video su varie location ed esperienze interessanti vissute tra Singapore, Giappone e Corea del Sud, che in questi giorni sono in fase di pubblicazione sia sul canale YouTube Motto Pod sia sul sito internet mottopodcast.org.

Uno sguardo al futuro

Enoshima, Giappone: Roberto Lachin ed Elena Travaini seduti su una panchina sotto un grande arco a forma di cuore fatto di fiori rossi e bianchi, con il cane guida Roger Rabbit ai loro piedi. Alle loro spalle la ringhiera, il mare e un cielo azzurro con nuvole leggere.

Conclusa questa straordinaria parentesi asiatica, il team di Motto on tour è già al lavoro per sviluppare i prossimi progetti, forte del sostegno di partner illuminati — tra cui Studio Legale THMR, Eurointerim, Columbus Assicurazioni, GoTapster, Saily, Wow wood, My Sportwear, Naxos Pet Food e Amici Miei Singing Group APS — e dell’affetto di un pubblico che continua a crescere.

Segui Elena Travaini su Instagram: @elena_travaini.

Ufficio Stampa Motto on tour

Link enti partner

Ambasciata d’Italia a Singapore
SBS Transit Singapore
German European School Singapore (GESS)
Istituto Italiano di Cultura di Tokyo
Toyo University
Ambasciata d’Italia a Seoul
Istituto Italiano di Cultura di Seoul
Italian Women’s Group Singapore
Italian Women in Korea
National Arts Council Singapore
Seoul Institute of the Arts

Link sponsor

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Pubblicato da mottopodcast

Sono laureato in Lingue e Civiltà Orientali presso l’università Ca’Foscari di Venezia con specializzazione in Letteratura Giapponese. Sono un blind judoka e come atleta sono 2 volte vice campione italiano Fispic e vincitore del premio Natale dello Sportivo a Venezia nel 2018. Mi occupo di divulgare l’inclusività sportiva. Mi sono lanciato nel mondo del podcasting per raccontare storie incredibili e stimolare tutti a realizzare i propri sogni!

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