Il primo volo Roma Tokyo

Foto dell’assessore Sara Ranzato in posa davanti al gonfalone di Cadoneghe

Roberto è ospite del Comune di Cadoneghe. In questa puntata, l’Assessore al sociale, cultura ed educazione Sara Ranzato ci racconterà qualche aneddoto sul primo volo Roma Tokyo avvenuto nel 1920.

In pochi conoscono questa grande impresa che ha vvisto atterrare a Tokyo 2 biplani SVA 9 di produzione italiana dopo un viaggio di tre mesi e mezzo. Uno dei motoristi si chiamava Roberto Maretto ed era cittadino di Cadoneghe. In questo podcast, il ritrovamento del diario di Maretto ci permetterà di rivivere la nascita e alcuni momenti importanti del raid aereo.

Inoltre, nel finale l’Assessore ci illustrerà i recenti provvedimenti che hanno reso Cadoneghe una città molto inclusiva e accessibile a tutti.

Non perdete tempo, salite con noi sullo SVA di Maretto e torniamo indietro nella storia! Buon ascolto!

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La storia in breve

Foto di una mappa kilometrica del raid. Tokyo è scritta con la lettera i di imola

Il raid è stato ideato dal celebre poeta Gabriele D’Annunzio nel 1919 dopo un incontro con il poeta e amico giapponese Harukichi Shimoi, all’epoca docente all’istituto di Lettere Orientali di Napoli.

Tra SVA e Caproni, furono 11 i velivoli che partirono per l’impresa tra Gennaio e Marzo 1920. Ma, solo i due biplani SVA 9 di Arturo Ferrarin e Guido Masiero, con i loro motoristi Gino Capannini e Roberto Maretto, riuscirono a giungere fino a Tokyo.

Partirono il 14 Febbraio 1920 alle ore 11.00 dall’aeroporto Cento Celle di Roma e arrivarono a destinazione il 31 Maggio.

Originariamente si pensava che bastassero poche settimane per compiere il viaggio ed erano state programmate poche soste. Alla fine però, a causa di numerose avventure a volte anche pericolose, vennero impiegatti circa 3 mesi e mezzo di viaggio, 112 ore di volo e 18000 Km percorsi con ben 31 scali.

Ogni sacrificio ne valse la pena. A Tokyo vennero accolti con molto entusiasmo da duecentomila persone. Inoltre, cosa molto rara, furono ricevuti dal principe imperiale Hirohito e dalla imperatrice Teimei.

I ritrovamenti

All’interno di una valigetta rinvenuta nell’abitazione di Maretto, tra vari cimeli del raid c’era anche il diario di viaggio. Scritto rigorosamente a mano e un pò rovinato dal tempo, sono narrate per tappe le varie vicessitudini e descrizioni dei luoghi passati.
e’ sicuramente un importante memoria che la storia ci restituisce.

Il Comune di Cadoneghe ha preservato il diario creandone un libro di rappresentanza aggiungendovi le rotte e alcune foto di repertorio. Chiunque fosse interessato alla consultazione, può rivolgersi alla biblioteca comunale di Cadoneghe in via Pio X 1, tel 049706986.

Esiste anche il diario di Arturo Ferrarin dal titolo Il mio volo Roma Tokyo

Foto del menu della cena al palazzo imperiale. Sulla sinistra le arie suonate durante la serata, sulla destra le portate

Un altra testimonianza notevole è rappresentata dal menù della cena tenutasi nel palazzo dell’imperatore a Tokyo. Si può notare che è scritto im corsivo francese, la lingua internazionale dell’epoca. Nella parte sinistra compare l’accompagnamento musicale durante la serata mentre a destra le varie portate. Di seguito, una traduzione in italiano.

Menù: Melone al porto, Minestra Savoisienne, Trota salmonata foide Chambertin, Filetto di manzo all’italiana, Neve al cumino, Tacchino arrosto al tartufo, Asparagi freschi in salsa olandese, Gelato Foujiyama, Dessert.

Curiosità: il Fujiyama ice è stato inventato dal cuoco dell’Imperatore per grandi eventi. Clicca Qui per saperne di più.

Gli SVA 9

Foto di uno SVA 9 fatta al museo caproni di trento

I due biplani che complletarono la missione erano degli SVA 9 di produzione italiana. SVA è l’acronimo per Savoia e Verduzio, i due progettisti e, Ansaldo la ditta che li produceva.

Ideali come ricognitori, erano dei velivoli molto veloci all’epoca, potevano arrivare fino a 220 Km/h. Erano costruiti completamente in legno e tela con apertura alare di 9.10 m, lunghezza di 8,10 m e peso a vuoto di circa 700 Kg.

Nella foto, un esemplare di SVA 5 in esposizione al Museo Caproni di Trento. E’ molto simile al 9 e fu utilizzato da D’Annunzio per il volo su Vienna. Al museo ci sono anche un paio di cimeli del raid Roma Tokyo e alcuni modelli di Caproni.

Doni

Numerosi sono i regali che i quattro aviatori hanno ricevuto all’arrivo a Tokyo e nelle altre tappe. Nella foto qui sopra, una bandiera giapponese regalata dall’imperatrice Teimei con la firma di Ferrarin.

Le due katane dorate, ricevute da Ferrarin e Masiero al palazzo imperiale, sono un tesoro di inestimabile valore concesso in rare occasioni. Purtroppo, di parte dei cimeli si sono perse le tracce al giorno d’oggi.

2 album di disegni creati da bambini di Tokyo vennero consegnati ad Arturo Ferrarin. Nel file qui sotto c’è un interessante articolo del Prof. Dobara che ne parla:

La figlia di Roberto Maretto, intervistata dal Sig. Antonucci, mostra alcuni oggetti ricevuti dal padre Qui

Festeggiamenti e ricorrenze

In Giappone, l’evento fu così sentito che furono proclamati ben 42 giorni di festa. I piloti furono invitati a numerosi eventi tra cui una dimostrazione di arti marziali al parco hibiya davanti a 60000 persone o una esibizione di teatro kabuki. Gli stessi si esibirono a bordo dei loro biplani e furono portati in trionfo per Tokyo a bordo di una Fiat mascherata da drago. Si ricordarono anche i due piloti morti durante il tentativo di raid con una commemorazione funebre buddhista.

Qui sotto, un articolo del Prof. Dobara con testimonianze fotografiche:

Al ritorno in Italia, invece, non si parlò più di tanto all’inizio. Molti avevano infatti criticato tutta l’operazione ritenendo che il governo avesse stanziato troppi soldi (circa 20000 Lire). In realtà furono soldi ben investiti, sia per il prestigio dell’impresa, sia per la produzione degli SVA di cui aumentò significativamente la richiesta.

Nell’aeroporto Cento Celle di Roma è stato eretto un cippo in travertino per la memoria. Si può trovare una foto con tutti i dettagli Qui

Francobollo del cinquantesimo anniversario con le 2 bandiere tonde italiana e giapponese. Stampato nel 1970.a

La ricorrenza del centenario tra il 2020 e il 2021, nonostante la pandemia mondiale, ha avuto più fortuna. Ci sono stati eventi sia in Italia che in Giappone.

Il Castello di San Pelagio, che ospita il museo del volo ed è stato dimora di Gabriele D’Annunzio, ha dedicato una intera stanza al raid Roma Tokyo. Durante i giorni della festa per il centenario ha proposto la rappresentazione Il sogno del Vate. Gli attori del Teatrortaet recitano nei panni dei fantasmi di alcuni protagonisti, tra cui Roberto Maretto.

Il Comune di Cadoneghe ha ospitato, in collaborazione con l’Aeronautica Italiana, una mostra sul raid assieme a degli eventi sulla cultura giapponese.

Il Prof. Dobara

Dipinto di un biplano SVA 9 che vola sopra ad un tori giapponese

Il Prof. Satoshi Dobara è un fotografo e pittore giapponese che abita in Italia. Ad oggi, è il maggior conoscitore del primo volo Roma Tokyo e sempre attivo nel ricercare nuovi documenti e testimonianze.

Ha collaborato per la stesura di molti articoli di giornali sia italiani che giapponesi di cui ho avuto il permesso per pubblicarne un paio in questa pagina. Sta conducendo unaricerca significativa sui parenti dei bambini che disegnarono e composero i due album regalati dall’imperatrice Teimei. Di alcuni di loro si è scoperto essere diventati famosi da grandi. Per saperne di più si può consultare questo Sito

Ha anche immaginato, attravverso i suoi ipinti, come sarebbe stata la vista dai biplani durante il viaggio. Potete visitare il suo sito internet Qui per vederne qualcuno.

Infine, dal 2016 assieme al Sig. Bonato ha iniziato un progetto che vede la ricostruzione di due biplani SVA 9 per compiere il simbolico viaggio di ritorno da Tokyo a Roma.

Alcuni documentari

Sulla rete si possono trovare dei video dell’evento. Qui ne propongo due che ritengo originali ed interessanti.

Omaggio a Roberto Maretto è un documentario in cui si parla del volo prendendo spunto anche dalle note del diario di Maretto.

In Album colorati del Prof. Satoshi Dobara possiamo vedere come i bambini di Tokyo del 1920 immaginavano il lungo viaggio.

Tracce del raid in anime e fumetti

Il noto artista Hayao Miyazaki, fondatore dello Studio Ghibli, deve aver sicuramente conosciuto la storia del raid aereo. In ben due sue opere molto famose troviamo dei riferimenti.

In Porco Rosso del 1992, uno dei personaggi è proprio Arturo Ferrarin.
invece, in Si alza il vento del 2013, compare la figura di Gianni Caproni.

Nel 2020, in occasione de centenario, in Italia è stata pubblicata la storia a fumetti con il titolo di Midaregami il volo di Arturo

Link utili e sponsorizzati

Il sito del Comune di Cadoneghe

Il sito ufficiale del Prof. Satoshi Dobara

Il sito del Castello di San Pelagio

Il sito del Museo Gianni Caproni

Il sito dell’associazione Teatrortaet

Libro sulla figura di Harukichi Shimoi, Un samurai a Fiume

Libro Impresa dimenticata di Igura Maki (versione giapponese)

Racconti scritti tra il 1915 e 1920 dallo scrittore Akutagawa Ryunosuke

Kit da costruzione di un Ansaldo SVS 5/9

Ringraziamenti

Desidero ringraziare il Comune di Cadoneghe nella persona dell’Assessore Sara Ranzato per la Sua gentilezza e disponibilità oltre che al permesso di utilizzare alcune foto presenti in questa pagina.

Un grande ringraziamento va anche al Prof. Satoshi Dobara per la concessione a vari documenti e foto che popolano questa pagina. Anche lui è stato molto gentile e cortese nei miei confronti e, sono rimasto colpito dal suo grande lavoro di raccolta informazioni e documenti.

Infine, un altro ringraziamento speciale al Castello di San Pelagio e all’associazione Teatrortaet per le concessioni alle foto loro relative.

Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2021

Pubblicato da mottopodcast

Sono laureato in Lingue e Civiltà Orientali presso l’università Ca’Foscari di Venezia con specializzazione in Letteratura Giapponese. Sono un blind judoka e come atleta sono 2 volte vice campione italiano Fispic e vincitore del premio Natale dello Sportivo a Venezia nel 2018. Mi occupo di divulgare l’inclusività sportiva. Mi sono lanciato nel mondo del podcasting per raccontare storie incredibili e stimolare tutti a realizzare i propri sogni!

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