Singapore, il ciondolo che vede il bus al posto tuo (e Motto on tour è già in partenza)

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Si parte: Motto on tour sbarca a Singapore

Valigie pronte, pettorina di Roger sistemata a dovere e scarpe comode allacciate. I viaggiatori di Motto on tour stanno per accendere i motori per una nuova straordinaria avventura oltre confine. Chi conosce bene lo spirito del progetto sa che quando Roberto Lachin, Elena Travaini e il loro instancabile labrador Roger si mettono in marcia, non lo fanno solo per raccogliere timbri sul passaporto, ma per andare a toccare con mano come il pianeta stia ripensando se stesso in fatto di accessibilità, inclusione e vita quotidiana. Dal 2 al 5 ottobre la squadra farà tappa proprio nel cuore pulsante del Sudest asiatico, a Singapore, insieme a tutto l’affiatato team di viaggio. Li attendono giorni intensi tra interviste a personalità istituzionali, incontri e i coinvolgenti laboratori di blindly dancing guidati dall’energia travolgente di Elena, capaci di far ballare e connettere le persone oltre il senso della vista. Il consiglio per tutti gli appassionati è di seguire ogni passo di questo percorso sui canali ufficiali, perché le sorprese non mancheranno.

Un problema in famiglia diventa una missione

In attesa di sbarcare nella Città del Leone, il team ha intercettato una chicca tecnologica nata proprio sulle strade di Singapore che merita di essere raccontata subito. La vicenda ha quel sapore speciale delle grandi intuizioni nate non nei laboratori blindati delle multinazionali, ma attorno a una tavola di famiglia. Tutto comincia con un giovane studente universitario di nome Lee Kiah Hong e suo zio. Lo zio, un uomo dinamico sui quarant’anni, a causa di un glaucoma aggressivo ha visto il suo campo visivo assottigliarsi fino a perdere quasi completamente la vista. Da quel momento in poi, una cosa apparentemente banale come uscire a prendere un autobus per andare al mercato rionale è diventata un’avventura da cardiopalma. Immaginatevi la scena: trovarsi su una banchina affollata nell’ora di punta, con decine di persone che corrono trafelate, il rumore del traffico di fondo e gli autobus che accostano uno dietro l’altro. Senza la vista, distinguere quale tra i vari colossi metallici in arrivo sia la linea giusta senza dover fermare passanti frettolosi è una vera e propria sfida da far venire i brividi.

Oculis, l’app che sussurra “il tuo bus è qui”

Lee, osservando la frustrazione e le comprensibili insicurezze dello zio, ha deciso che le competenze apprese sui banchi del polo tecnologico non potevano restare pura teoria da esame accademico. Insieme a tre compagni di studi con la passione per l’intelligenza artificiale applicata, Ryan, Sriram e Wee Leong, ha trasformato quel problema familiare in una missione. Il primo passo è stato lo sviluppo di un’applicazione per smartphone chiamata Oculis. L’idea di base era ingegnosa: collegandosi ai dati in tempo reale dei trasporti pubblici di Singapore, l’app sa esattamente quando la vettura desiderata sta per arrivare. A un minuto dall’arrivo, il telefono comincia a guidare la persona con leggere vibrazioni aptiche e indicazioni vocali per puntare l’inquadratura verso la strada. La fotocamera inquadra il tabellone anteriore e la voce sintetica pronuncia la conferma tanto attesa per indicare il bus corretto.

Duecento corse di prova e il colpo di genio del ciondolo

Fin qui tutto bellissimo, ma quando il team ha deciso di testare sul serio il sistema coinvolgendo più di quaranta non vedenti in oltre duecento corse reali, la realtà quotidiana ha bussato alla porta. Chiunque si muova al buio sa che una mano serve tassativamente per muovere il bastone bianco, o per gestire la guida di un fedele quattro zampe come fa Roberto, e l’altra mano è preferibile tenerla libera per proteggersi, aggrapparsi a un corrimano o non rischiare di spaccare lo smartphone cadendo se si inciampa su un marciapiede. In più, le lenti dei telefoni facevano a pugni con i vecchi display a led dei bus, sfarfallando come un film di fantascienza degli anni ottanta. Da qui il colpo di genio: togliere lo smartphone dalle mani e trasformare quel cervello elettronico in un ciondolo smart da portare comodamente al collo come una collana.

Un ciondolo intelligente (e a prezzo di uno zainetto)

Il nuovo ciondolo firmato Oculis punta tutto sull’ergonomia totale a mani libere. Al suo interno racchiude sensori visivi intelligenti e telecamere ad alta precisione studiate appositamente per catturare all’istante le scritte dei display luminosi senza tentennamenti. Il dispositivo farà arrivare i messaggi vocali attraverso un piccolo altoparlante discreto o tramite auricolari wireless collegati in Bluetooth. La cosa più entusiasmante riguarda la sostenibilità economica: Lee e i suoi colleghi hanno calcolato che, una volta avviata la produzione su scala con componenti reperiti all’ingrosso, il costo al pubblico potrebbe aggirarsi attorno ai trenta o quaranta dollari di Singapore, una cifra accessibilissima che abbatte i soliti prezzi proibitivi degli ausili tecnologici.

Il futuro di Oculis, tra occhiali smart e voglia di seguirci

Il lavoro del team prosegue a pieno ritmo con prototipi sempre più versatili, spaziando da versioni incorporate direttamente nella montatura di speciali occhiali a modelli indossabili ancora più discreti. Naturalmente, come ricorda spesso chi si occupa di accessibilità sul campo, la tecnologia da sola non deve diventare un pretesto per dimenticare i doveri pubblici: le città devono continuare a installare annunci vocali alle fermate e percorsi tattili a terra. Ma sapere che giovani talenti dedicano tanto impegno per restituire serenità e indipendenza a chi viaggia resta un segnale straordinario. Roberto Lachin, Elena Travaini e la squadra di Motto on tour vi invitano a seguire i loro aggiornamenti da Singapore a partire dal 2 ottobre, per scoprire da vicino storie, curiosità e retroscena dal mondo dell’inclusione.

Link utili

Leggi l’articolo originale del The Straits Times sul ciondolo smart per i pedoni non vedenti

Scopri la pagina Motto on tour con tutte le tappe del viaggio

Manca sempre meno a Singapore!

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Motto on tour atterra a Singapore il 2 ottobre 2026

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Pubblicato da mottopodcast

Sono laureato in Lingue e Civiltà Orientali presso l’università Ca’Foscari di Venezia con specializzazione in Letteratura Giapponese. Sono un blind judoka e come atleta sono 2 volte vice campione italiano Fispic e vincitore del premio Natale dello Sportivo a Venezia nel 2018. Mi occupo di divulgare l’inclusività sportiva. Mi sono lanciato nel mondo del podcasting per raccontare storie incredibili e stimolare tutti a realizzare i propri sogni!

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